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offrono refrigerio e riposo: queste valli è il mio Amato per me»
.
[163]
235. I Sacramenti sono un modo privilegiato in cui la natura viene assunta da Dio e trasformata in
mediazione della vita soprannaturale. Attraverso il culto siamo invitati ad abbracciare il mondo su
un piano diverso. L’acqua, l’olio, il fuoco e i colori sono assunti con tutta la loro forza simbolica e si
incorporano nella lode. La mano che benedice è strumento dell’amore di Dio e riflesso della
vicinanza di Cristo che è venuto ad accompagnarci nel cammino della vita. L’acqua che si versa
sul corpo del bambino che viene battezzato è segno di vita nuova. Non fuggiamo dal mondo né
neghiamo la natura quando vogliamo incontrarci con Dio. Questo si può percepire specialmente
nella spiritualità dell’Oriente cristiano: «La bellezza, che in Oriente è uno dei nomi con cui più
frequentemente si suole esprimere la divina armonia e il modello dell’umanità trasfigurata, si
mostra dovunque: nelle forme del tempio, nei suoni, nei colori, nelle luci e nei profumi»
.
[164]
Per
l’esperienza cristiana, tutte le creature dell’universo materiale trovano il loro vero senso nel Verbo
incarnato, perché il Figlio di Dio ha incorporato nella sua persona parte dell’universo materiale,
dove ha introdotto un germe di trasformazione definitiva: «Il Cristianesimo non rifiuta la materia, la
corporeità; al contrario, la valorizza pienamente nell’atto liturgico, nel quale il corpo umano mostra
la propria natura intima di tempio dello Spirito e arriva a unirsi al Signore Gesù, anche Lui fatto
corpo per la salvezza del mondo»
.
[165]
236. Nell’Eucaristia il creato trova la sua maggiore elevazione. La grazia, che tende a manifestarsi
in modo sensibile, raggiunge un’espressione meravigliosa quando Dio stesso, fatto uomo, arriva a
farsi mangiare dalla sua creatura. Il Signore, al culmine del mistero dell’Incarnazione, volle
raggiungere la nostra intimità attraverso un frammento di materia. Non dall’alto, ma da dentro,
affinché nel nostro stesso mondo potessimo incontrare Lui. Nell’Eucaristia è già realizzata la
pienezza, ed è il centro vitale dell’universo, il centro traboccante di amore e di vita inesauribile.
Unito al Figlio incarnato, presente nell’Eucaristia, tutto il cosmo rende grazie a Dio. In effetti
l’Eucaristia è di per sé un atto di amore cosmico: «Sì, cosmico! Perché anche quando viene
celebrata sul piccolo altare di una chiesa di campagna, l’Eucaristia è sempre celebrata, in certo
senso,
sull’altare del mondo
»
.
[166]
L’Eucaristia unisce il cielo e la terra, abbraccia e penetra tutto
il creato. Il mondo, che è uscito dalle mani di Dio, ritorna a Lui in gioiosa e piena adorazione: nel
Pane eucaristico «la creazione è protesa verso la divinizzazione, verso le sante nozze, verso
l’unificazione con il Creatore stesso»
.
[167]
Perciò l’Eucaristia è anche fonte di luce e di
motivazione per le nostre preoccupazioni per l’ambiente, e ci orienta ad essere custodi di tutto il
creato.
237. La domenica, la partecipazione all’Eucaristia ha un’importanza particolare. Questo giorno,
così come il sabato ebraico, si offre quale giorno del risanamento delle relazioni dell’essere
umano con Dio, con sé stessi, con gli altri e con il mondo. La domenica è il giorno della
Risurrezione, il “primo giorno” della nuova creazione, la cui primizia è l’umanità risorta del Signore,
garanzia della trasfigurazione finale di tutta la realtà creata. Inoltre, questo giorno annuncia «il
riposo eterno dell’uomo in Dio»
.
[168]
In tal modo, la spiritualità cristiana integra il valore del riposo
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